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Corsi di cucina a Villa Dianella: dall’orto ai fornelli, con le mani nella tradizione

By 11 Giugno 2026No Comments

Ci sono modi diversi di portare a casa un ricordo dalla Toscana. Una bottiglia di vino, una foto tra i vigneti, il profumo della campagna che resta addosso per qualche giorno. Ma c’è un ricordo che dura più di tutti gli altri: una ricetta imparata con le proprie mani.

I corsi di cucina di Villa Dianella nascono da questa idea. Non sono lezioni frontali con uno chef che spiega e un pubblico che guarda. Sono esperienze pratiche, concrete, che iniziano nell’orto della fattoria e finiscono a tavola con un pasto completo preparato dai partecipanti e accompagnato dai vini della tenuta.

Si impara a cucinare toscano nel modo più autentico possibile: con le mani nell’impasto, il grembiule addosso e gli ingredienti raccolti pochi minuti prima.

Si parte dall’orto

Ogni corso di cucina a Villa Dianella inizia nello stesso posto: l’orto della fattoria.

Non è un dettaglio scenografico. È il primo passo concreto della preparazione. I partecipanti camminano tra le file di verdure insieme allo chef, raccolgono gli ingredienti che useranno ai fornelli e imparano a riconoscere cosa è pronto, cosa ha bisogno di ancora qualche giorno e cosa la stagione offre in quel momento preciso.

A giugno si raccolgono pomodori, zucchine, melanzane, basilico, erbe aromatiche. In autunno cavoli, bietole, carciofi. In primavera asparagi, piselli, fave. Ogni corso è diverso perché ogni stagione è diversa, e il menù si adatta di conseguenza.

È un modo molto concreto di capire cosa significa cucina stagionale. Non è un concetto astratto scritto su un menù: è andare nell’orto, vedere cosa c’è e decidere di cucinare quello. Esattamente come si faceva — e come si fa ancora — nelle case di campagna toscane.

Il corso di cucina toscana: i piatti della tradizione

Il corso di cucina toscana è l’esperienza principale. Dura circa tre ore e segue un percorso completo dall’antipasto al dolce.

I partecipanti ricevono grembiuli, cappelli da chef e tutti gli utensili necessari. L’atmosfera è informale e familiare. Non serve alcuna esperienza in cucina: lo chef guida ogni passaggio, spiega le tecniche, racconta le storie dietro ogni piatto e lascia spazio a domande, errori e risate.

Il menù tipo prevede quattro preparazioni. Si parte con la panzanella, l’insalata di pane raffermo che è forse il piatto più rappresentativo della cucina povera toscana. Sembra semplice, ma ha le sue regole: il pane deve essere quello giusto, senza sale, ammollato il tempo necessario e non un minuto di più. Il pomodoro deve essere maturo e succoso. Il condimento è solo olio, aceto, sale e le verdure dell’orto.

Si passa poi alle tagliatelle fatte a mano con sugo di stagione. Qui si impara a fare la sfoglia: farina, uova, un piano di lavoro e le proprie mani. Lo chef mostra come impastare, come stendere, come tagliare. È il passaggio che i partecipanti ricordano di più, perché la pasta fatta a mano ha qualcosa di quasi meditativo: il ritmo dell’impasto, la consistenza che cambia sotto le dita, la soddisfazione di vedere i primi taglieri di tagliatelle allineati sul tavolo.

Il secondo è un filetto di manzo o maiale con contorno di stagione. Si impara la rosolatura corretta, la gestione dei tempi di cottura e l’abbinamento con le verdure dell’orto appena raccolte.

Si chiude con il tiramisù, nella versione toscana che usa i cantucci al posto dei savoiardi e il vin santo al posto del caffè in alcune varianti. Oppure nella versione classica, che funziona sempre.

Una volta che tutto è pronto, si apparecchia e si mangia insieme. I piatti preparati dai partecipanti vengono serviti con i vini Dianella in abbinamento. È il momento in cui il corso diventa pranzo, la lezione diventa convivialità e le persone che si sono conosciute un’ora prima si ritrovano a tavola come vecchi amici.

Il corso di cucina leonardiano: cucinare come nel Rinascimento

Per chi cerca un’esperienza più insolita, Villa Dianella propone il corso di cucina leonardiano.

Leonardo da Vinci non fu solo pittore, ingegnere e scienziato. Fu anche maestro di cerimonie alla corte di Ludovico il Moro a Milano, dove organizzava banchetti, inventava utensili da cucina e si occupava di logistica alimentare. Il suo rapporto con il cibo era quello di un uomo curioso e pratico, come in tutte le cose.

Il corso leonardiano parte da qui. Si preparano ricette ispirate agli ingredienti e alle tecniche disponibili nella Toscana del Quattrocento e Cinquecento. Non sappiamo con certezza cosa mangiasse Leonardo, ma lo chef ha costruito un menù credibile, basato su ciò che la terra offriva all’epoca e sui metodi di cottura documentati.

Si prepara la zuppa del vinciano, un piatto a base di pane, legumi e verdure dell’orto che è un antenato della ribollita. Poi gli gnocchi di pane raffermo con sugo di cinghiale, una preparazione che recupera il pane avanzato trasformandolo in qualcosa di sostanzioso e saporito. Il secondo sono involtini alla brace, cotti come si faceva prima dell’arrivo dei forni moderni. Il dolce è la crema di miglio fritta, una preparazione quasi dimenticata che il corso riporta in vita.

Durante la preparazione lo chef racconta aneddoti su Leonardo e il cibo, mostra riproduzioni di utensili da cucina ispirati alle sue invenzioni e spiega il legame tra il genio di Vinci e questa terra.

Il corso include anche la visita alla Vigna di Leonardo, la pergola piantata nel giardino all’italiana della villa nel 2019, e il tour delle cantine storiche. I piatti vengono accompagnati dall’Orpicchio e dall’Acquarosa, due vini legati alla storia leonardiana della tenuta. L’Acquarosa in particolare è prodotto seguendo la ricetta annotata da Leonardo a pagina 438 del Codice Atlantico.

È un’esperienza che mescola cucina, storia e territorio in un modo che ha senso solo qui, a Vinci, nella tenuta dove Leonardo osservava i fossili nelle colline e annotava i colori della terra.

Il cooking show: per chi preferisce guardare

Non tutti vogliono mettersi il grembiule. Per chi preferisce osservare, imparare e poi gustare, Villa Dianella propone il cooking show.

Il formato è diverso dal corso: i partecipanti sono seduti davanti alla postazione di cucina e guardano lo chef Alessio Bagnoli preparare un pasto completo dall’antipasto al dessert. Si può partecipare a piccole preparazioni, fare domande, prendere appunti. Ma il lavoro pesante lo fa lo chef.

Il menù cambia con le stagioni e con ciò che l’orto offre. Un esempio: si parte con un antipasto toscano, bruschetta al pomodoro e frittura espressa di verdure dell’orto, abbinato al Sereno e Nuvole, Vermentino IGT Dianella. Si prosegue con tortelli di zucchine e ricotta con sugo di fiori di zucca e caprino toscano, abbinati al Chianti Dianella DOCG. Il secondo è un filetto lardellato su patate croccanti con Il Matto, Sangiovese IGT. Il dolce è un tiramisù accompagnato dal Dolci Ricordi, la vendemmia tardiva Dianella.

È un’esperienza perfetta per chi vuole capire la cucina toscana senza sporcarsi le mani, o per chi viaggia con qualcuno che preferisce cucinare e qualcun altro che preferisce bere vino e guardare. Funziona per tutti.

Il cooking show può essere prenotato anche in esclusiva per gruppi che vogliono un’esperienza più privata e personalizzata.

Perché un corso di cucina in Toscana ha senso

I corsi di cucina sono tra le esperienze più richieste dai visitatori internazionali in Toscana. E c’è una ragione precisa.

La cucina toscana è una cucina che si può imparare. Non richiede attrezzature professionali, non richiede anni di studio, non richiede ingredienti introvabili. Richiede buone materie prime, poche tecniche di base e il rispetto per la semplicità.

Una panzanella la si può rifare a casa in qualsiasi parte del mondo. Le tagliatelle fatte a mano richiedono solo farina e uova. Il tiramisù è un dolce che chiunque può preparare. Quello che cambia è il contesto in cui si impara: farlo a Villa Dianella, con le verdure appena raccolte dall’orto, il pane toscano senza sale, l’olio extravergine della tenuta e i vini biologici in abbinamento, trasforma una lezione di cucina in un ricordo che si porta a casa per sempre.

E ogni volta che a casa si prepara quella panzanella o si stende quella sfoglia, si torna per un momento a Vinci, nell’orto di Dianella, con il sole toscano e il profumo del basilico nell’aria.

Informazioni pratiche

I corsi di cucina sono disponibili tutto l’anno, su prenotazione. Il corso di cucina toscana e il corso leonardiano durano circa tre ore e prevedono un minimo di due partecipanti.

Le lingue disponibili sono italiano e inglese. I corsi sono adatti a tutti i livelli di esperienza, dai principianti assoluti a chi cucina regolarmente e vuole approfondire le tecniche della tradizione toscana.

Per informazioni su prezzi, disponibilità e prenotazioni è possibile contattare Villa Dianella al numero 0571 508166, via WhatsApp o scrivendo a info@villadianella.it.

Villa Dianella si trova in Via Dianella 48, 50059 Vinci (FI), a meno di un’ora da Firenze e da Pisa.

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