Quando si parla di dolci toscani, si pensa subito al castagnaccio, ai cantucci, al panforte.
Ma c’è un dolce che a Firenze e dintorni ha un valore quasi identitario: la Schiacciata Fiorentina.

Non è una torta elaborata.
Non è un dessert da ristorante stellato.
È un dolce semplice, soffice, profumato di agrumi, nato per il Carnevale ma diventato parte della memoria collettiva.
E come spesso accade in Toscana, dietro un dolce apparentemente “povero” c’è una storia agricola precisa.
Perché si chiama “schiacciata”?
Non ha nulla a che vedere con la schiacciata salata.
Il nome deriva dalla forma bassa e rettangolare.
Un tempo veniva cotta nelle teglie larghe dei forni a legna, con un impasto più vicino a un pane dolce che a una torta moderna.
Non aveva farciture, non aveva crema.
Era un dolce da forno di quartiere.
Oggi è più soffice, più alta, spesso farcita con panna o crema, ma la versione tradizionale resta la più interessante: semplice, agrumata, senza eccessi.
Un dolce legato alla stagionalità
La Schiacciata Fiorentina nasce nel periodo di Carnevale.
E non è casuale.
Carnevale era il momento prima della Quaresima, quando si consumavano ingredienti più ricchi: uova, zucchero, strutto o burro.
In campagna, questo significava usare quello che si aveva a disposizione:
- farina
- uova fresche
- zucchero
- scorza di arancia
- latte
Ingredienti semplici, ma messi insieme nel momento giusto.
Le caratteristiche della vera Schiacciata Fiorentina
La versione autentica ha alcune caratteristiche precise:
- forma rettangolare
- altezza moderata
- profumo intenso di arancia
- superficie spolverata con zucchero a velo
- consistenza soffice ma non spugnosa
Non deve essere troppo dolce.
Non deve essere pesante.
È un dolce da merenda, da fine pranzo, da colazione del giorno dopo.
La ricetta tradizionale
Ecco una versione fedele alla tradizione fiorentina.
Ingredienti (per teglia 30×20 cm)
- 300 g farina 00
- 150 g zucchero
- 3 uova
- 80 ml olio di semi (o 100 g burro fuso per versione più ricca)
- 120 ml latte
- scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
- 1 bustina lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
- zucchero a velo per finire

Procedimento
- Montare le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
- Aggiungere l’olio (o il burro fuso) a filo.
- Incorporare il latte e la scorza d’arancia.
- Unire farina setacciata, lievito e sale.
- Versare in teglia rivestita di carta forno.
- Cuocere a 170°C per circa 25–30 minuti.
Deve restare morbida ma non umida.
Una volta fredda, si spolvera con zucchero a velo.
Tradizione vuole che sopra venga posto lo stencil con il giglio fiorentino.
Versioni moderne: sì o no?
Oggi si trovano versioni farcite con:
- crema chantilly
- crema al cioccolato
- panna montata
Sono varianti legittime, ma la ricetta originale non prevedeva farciture.
La bellezza della Schiacciata Fiorentina sta nella sua essenzialità.
Perché questo dolce ha ancora senso oggi
In un’epoca di dessert complessi, la Schiacciata Fiorentina ricorda che:
- un dolce può essere semplice
- la stagionalità conta
- l’identità territoriale non va persa
È un dolce che non nasce per stupire.
Nasce per essere condiviso.
Si taglia a quadrotti.
Si porta in tavola senza cerimonia.
Un dolce che parla di Firenze (e dintorni)
Anche se il nome è fiorentino, la Schiacciata è diffusa in tutta l’area tra Firenze, Empoli, Vinci.
Fa parte di quella cultura gastronomica che unisce città e campagna.
Non è un dolce aristocratico.
È un dolce popolare.
E proprio per questo è rimasto.



