L’inverno in vigna è un periodo silenzioso solo in apparenza. Quando le foglie sono cadute e la vite entra nel suo riposo vegetativo, inizia una delle fasi più importanti dell’anno: la potatura.
Quest’anno, però, il lavoro è stato accompagnato da un inverno particolarmente freddo, con temperature rigide e gelate prolungate, che hanno richiesto attenzione, tempi giusti e alcune scelte precise.

Un inverno più freddo della media
Le basse temperature non sono necessariamente un problema per la vite. Anzi, un inverno freddo e asciutto può essere un alleato prezioso.
Il freddo intenso aiuta a:
- ridurre la pressione di parassiti e patogeni
- rallentare l’attività vegetativa in modo naturale
- favorire un riposo profondo della pianta
In annate come questa, la vigna “dorme davvero”. Ed è proprio questo riposo completo che permette alla pianta di ripartire con più equilibrio in primavera.

La potatura: un lavoro di equilibrio
La potatura invernale non è mai un’operazione meccanica. Ogni pianta viene osservata singolarmente.
Si valuta:
- come ha reagito nella stagione precedente
- la vigoria
- la distribuzione dei tralci
- l’equilibrio tra produzione e struttura
Con un inverno molto freddo, la potatura richiede ancora più attenzione. Intervenire troppo presto, con gelate forti ancora in corso, può esporre i tagli a stress inutili.
Per questo, il lavoro viene programmato per parcelle, rispettando i tempi della stagione e adattandosi alle condizioni meteo.

Perché il freddo non fa paura
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il freddo invernale non è un nemico del vino di qualità.
Anzi, in vigneti ben gestiti:
- rinforza la pianta
- seleziona naturalmente i germogli più forti
- contribuisce a una ripartenza più omogenea
Il vero rischio non è il freddo, ma gli sbalzi improvvisi. Quando l’inverno è stabile, anche se rigido, la vite sa come difendersi.
Preparare la vigna alla nuova stagione
La potatura è anche il momento in cui si decide, in parte, la vendemmia futura.
Con ogni taglio si stabilisce:
- quanta uva produrre
- come distribuire l’energia della pianta
- che tipo di equilibrio cercare per l’annata successiva
In una realtà agricola come Villa Dianella, la potatura non segue logiche di massima resa.
L’obiettivo resta sempre lo stesso: qualità, coerenza, rispetto della pianta.
Il lavoro invisibile che fa la differenza
Chi visita la vigna in inverno vede filari spogli, terra umida, mani infreddolite.
Ma è proprio in questi mesi che si costruisce il carattere dei vini che verranno.
La potatura è un gesto antico, ripetuto ogni anno, che richiede esperienza, pazienza e conoscenza profonda del vigneto.
Il freddo, il silenzio e il tempo lento dell’inverno fanno parte di questo lavoro.
E quando la primavera arriverà, la vigna sarà pronta a ripartire, con basi solide.



